I maestri delle graphic novels

numero
ho introdotto il genere delle Graphic Novels.
Cominciamo dando una definizione propria di questo ramo
fumettistico: Graphic Novel sta per “romanzo grafico” e non
per “novella grafica”,il fatto è che ‘romanzo’ in inglese si dice, appunto,
‘novel’. A differenza dei fumetto d’autore, le novels presentano
storie autoconclusive con argomenti più seri e sottili.

Il disegno, il più realistico possibile,passa quasi in secondo piano rispetto
alla storia, mantenendo comunque importanza rilevante, specialmente
nell’impatto visivo che riceve il lettore davanti ad alcuni dialoghi
taglienti ed importanti per la trama. L’elemento fantastico e fantascientifico, che caratterizza il fumetto
da sempre, qui scompare e lascia il posto al verosimile,
essenziale per trattare argomenti di grande spessore come l’olocausto,
conflitti religiosi, il terrorismo o le idee di giustizia.
Il padre fondatore del genere è il grande maestro Will Eisner,
considerato il più grande fumettista di tutti i tempi.
Egli, nato a Brooklyn nel 1917 da una famiglia ebrea, cominciò
subito la carriera da fumettista come illustratore di strisce
fumettistiche del calibro di Popeye, Topolino e Paperino.
Distintosi per abilità tecnica e grandi idee, dal 1940 al 1952 scrive
e pubblica per la DC comics la celebre serie “The Spirit”, fumetto
d’autore di tutto rispetto, ma ancora molto distante dalle
importantissime opere che pubblicherà gli anni successivi.
Per ben venticinque anni, di Eisner non si ebbe più notizia
, fino a che, nel 1976, il maestro editò Contratto Con Dio, il
primo romanzo grafico della storia ed anche uno dei migliori.
Will Eisner fu uno dei primi autori americani a distaccarsi
completamente dal fumetto supereroistico e “Contratto Con
Dio” ne è la prova: l’opera narra la vicenda di Frimme Hersh,
un rabbino americano che, in gioventù, stipulò un contratto
con Dio (probabilmente nella sua fantasia), promettendogli di
comportarsi da brava persona in cambio della sua benevolenza.
Purtroppo un giorno la sua giovane figlia adottiva muore
improvvisamente e l’uomo, stravolto dal dolore, rescinde
il contratto, scagliando rabbiosamente fuori dalla
finestra la tavoletta di pietra su cui, anni prima, aveva
inciso i termini dell’accordo. Da quel momento, la vita
di Frimme Hersh non ebbe più un senso e alla fine della
storia firma un nuovo accordo, che lo porterà, però,
alla morte. Rimangono impresse soprattutto le parole che
Frimme urla al cielo contro il Dio che non ha “rispettato
l’accordo” e che ha permesso la morte di sua figlia.
Questo romanzo psicologico fu una grande innovazione e un
grande successo e così Eisner cominciò a scrivere solo fumetti
di questo tipo. Oggi, tra le sue opere più importanti ricordiamo:
“Il Complotto”, “Verso la Tempesta”, “Il Sognatore”, “Fagin
l’ebreo” e “The Sketchbook”. “Il Complotto” narra le vicende
russe ed arabe del 1905, durante la divulgazione dei Protocolli
dei Savi di Sion, dei falsi documenti che accusavano gli ebrei di un imminente
complotto mondiale. “Verso la Tempesta” ed “Il Sognatore” sono
delle vere e proprie autobiografie dell’autore e raccontano rispettivamente
la sua dura infanzia e la sua vita editoriale prima del successo
di “The Spirit”. “Fagin l’ebreo”, invece, è una storia molto
interessante: Eisner ci mostra in questo fumetto un ipotetico
retroscena del personaggio di Dickens, raccontando la storia
del vecchio ladro prima e dopo l’incontro con Oliver Twist. Qui
emergono critiche agli atteggiamenti antisemiti e razziali dell’inizio
dell’ottocento destinati, purtroppo, a perdurare per più di
un secolo. Dopo Will Eisner, molti altri autori sfondarono nel
campo delle Graphic Novels. Tra i principali artisti ricordiamo:
Art Spiegelman, Magnus (creatore de “Lo Sconosciuto”), Hugo
Pratt (autore delle storie di Corto Maltese), Ponticelli (creatore
del complesso “Blatta”), Moore (autore di “From Hell”) e Howard
(grande scrittore di fantasy novels come “Conan il Barbaro” e
“Bloodstar”). Spiegelman creò capolavori come “L’ombra delle
Torri”, che tratta la sua reazione agli attentati dell’11 settembre
2011, criticando la politica di George Bush, e “Maus”, la sua più
grande opera. “Maus”, non è altro che una versione grafica degli
avvenimenti accaduti ad Auschwitz durante la Seconda Guerra
Mondiale. La peculiarità che caratterizza quest’opera è il disegno:
ogni popolo europeo è un animale diverso, in particolare
gli ebrei sono topi ed i tedeschi sono gatti (il chè fa intuire
molte cose…). Il racconto si presenta in modo molto realistico,
nonostante le fattezze dei personaggi, e suggestivo, e riesce
perfettamente a trasmettere le emozioni e la sofferenza dovute
agli avventimenti storici realmente accaduti… un vero capolavoro!
Possiamo definire “Maus” come la trasposizione a fumetti
(seppur in un altro contesto) della “Fattoria degli animali” di
George Orweel. anche se essa tratta del totalitarismo sovietico.
Da ricordare infine il giapponese Jiro Taniguchi, il padre dei
“Graphic Seinen”, controparte americana di Will, editore di
storie dalle tematiche fortemente sociali ed umanistiche, tra
cui spiccano “L’uomo che cammina” e “Un Cielo Radioso”.

Leonardo Della Sera

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