Scusami caro/a, sono relativamente in ritardo!

Questo articolo lo dedico ai giovani ritardatari come il sottoscritto.
Sono le 16:00 e abbiamo un appuntamento alle 17:00. L’unica cosa che possiamo fare è “mettere le ali ai piedi”! Come di consueto, ipotizziamo che però il luogo dove ci aspetta il/la moroso/a sia assai distante da casa nostra, qualcosa come migliaia di km (sì, un’ipotesi assurda ma comprenderete meglio a fine articolo).


Quindi dobbiamo azionare il turbo e correre anche più che ai test di Cooper che facciamo giù nel parcheggio della palestra. Ora, in maniera altrettanto fantascientifica, supponiamo di avvicinare la velocità del tragitto a quella della luce. In tal caso le cose cambiano.
Perché? Semplice! Non è sicuro che il nostro telefono segni la stessa ora di quello della nostra dolce metà! E questo ce lo spiega quel furbacchione di Einstein! Infatti la Teoria della Relatività ci dice che la misura del tempo e delle lunghezze dipende da colui che compie queste misure. Per fortuna poi Einstein ci mostra come confrontare tali osservazioni (in questo caso faremo finta che i campi gravitazionali più effimeri non esistano).
Quindi il/la fidanzato/a ragiona in questa maniera: “Lui/lei parte da una distanza pari a x km da qui e va a x km orari. Ciò implica che impiegherà x minuti per giungere qui da me”.
Ovviamente noi partiamo alle 16. Il fatto che però cambia tutto è che mentre noi ci muoviamo, anche la nostra dolce metà si muove (oltre a guardare l’orologio del suo smart-phone). Einstein con la sua brillante Teoria ci insegna che “l’intervallo di tempo misurato da un cronometro in movimento è minore dell’intervallo di tempo misurato da un cronometro fermo”.
Dunque, grazie alle nostre abilità da Superman, seppur portati al limite delle nostre forze, arriviamo alle 17:00 in punto! “Ah!” penserete “è la volta buona che mi premia come si deve!”.
Ma quando arriviamo, invece, vediamo l’amore della nostra vita lì seduto/a che ci aspetta da ormai un po’ di tempo! Infatti per il nostro punto di vista, abbiamo impiegato un’ora per arrivare. Ma in realtà come sappiamo, la nostra misurazione è diversa da quella effettuata dall’altro/a, per via dell’elevata velocità a cui viaggiavamo. Risultato: l’orologio del nostro Romeo (o Giulietta) misura le 17:10 e probabilmente il primo quarto d’ora dell’appuntamento non sarà uno spasso!
Ovviamente, modelli fantascientifici e romantici (insomma!) a parte, nella nostra vita quotidiana abbiamo a che fare con velocità assai minori di quella della luce e quindi problemi del genere non ci accadono. Ciò non esclude che fenomeni relativistici come questo descritto qua sopra, non ci interessino; infatti, esistono, ma sono trascurabili all’interno della dimensione dei calcoli umana! Fatto sta che ora avete una scusa in più da riservare al vostro partner qualora arriviate tardi ad un futuro appuntamento! Ah… no, non pensiate che ve la caverete! Vi diranno sempre “Ah bello/a, potevi partire sempre qualche minuto prima!”.

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