Tre generazioni letterarie: il paradigma latinoamericano

Negli anni Sessanta, dalla terra conquistata e nei secoli più volte insorta, che è l’America Latina, è giunta una vera e propria rivoluzione. Il nuovo paradigma della letteratura in lingua spagnola ha dato vita ad un movimento culturale di grande portata: la fondazione di una letteratura a suo modo post-coloniale e transnazionale, l’abbattimento del predominio culturale dello stato colonizzatore su quello colonizzato, la nascita di una nuova cultura comune di cui , per l’appunto, questo “paradigma ibero-americano” è espressione genuina.


I capostipiti del Boom Latinoamericano, distintisi per originalità e successo, sono Gabriel García Márquez (Colombia), Mario Vargas Llosa (Perù), Julio Cortázar (Argentina) e Carlos Fuentes (Messico). La causa di questa fioritura va ricercata nello sviluppo di una cultura creola nel corso dei secoli; questa ha origine nell’imposizione violenta della cultura europea nel momento della prima colonizzazione, nella cultura “mestiza” (meticcia) che è fermentata fino all’arrivo di un nuovo apporto prepotente, quello degli USA, nel XX secolo. Per quanto concerne la letteratura, Cervantes, Quevedo e Lope De Vega, in un primo momento, Steinbeck, Faulkner e Dos Passos in un secondo, sono stati ingredienti fondamentali per l’esplosione sudamericana degli anni Sessanta. Altrettanto importante fu l’impatto della Rivoluzione Cubana che fece da collante per l’identità di molti paesi del Terzo Mondo e fornì una solida base per la nascita di un movimento letterario assai radicato nel contesto storico-politico. É necessario dire che non si tratta di una scuola, un gruppo o un manifesto ma di una serie di autori diversi e indipendenti, orientati verso ricerche e sperimentazioni assai differenti tra loro (soprattutto nel tessuto narrativo, nell’utilizzo di punti di vista mutevoli, nella commistione paradossale di miti e tradizione con una ricerca giornalistica e storica, nell’uso dello spagnolo) ma accomunate da una vitalità creola che, a mio parere, ha avuto il merito di aprire un universo parallelo a quello postmoderno, con cui, tuttavia, condivide la critica al realismo tradizionale e da cui mutua numerosi espedienti stilistici.

Ormai il nuovo paradigma della letteratura latinoamericana rappresenta un mito, anche se alcuni suoi esponenti sono ancora in vita e in attività; ad oggi, costoro vengono chiamati “assassini delle generazioni successive”, gli autori che nel bene e nel male hanno “aperto e chiuso porte” nella cultura spagnola e internazionale.

Piergiorgio Rayme

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