Le fondamenta della tecnica computerizzata

In questa uscita parleremo ancora di robotica e proveremo a fare un tuffo nel passato.
In quest’ultimo secolo lo sviluppo degli automi è stato particolarmente veloce, ma vi siete mai chiesti da dove derivano tutte le nostre conoscenze del mondo tecnico?


Insomma credo che per tutti voi, come per me, sia complesso capire il funzionamento di tutte le macchine che ci circondano e che sono ormai entrate nella vita di ogni giorno.

Anche se a volte non sembra, nascono tutte dallo sviluppo del primo computer, un’altra cosa molto complessa e ricca di significati dall’immediato secondo dopoguerra fino al giorno d’oggi.

Per quale necessità è nato il computer?

Principalmente per la necessità di avere calcolatori veloci e potenti e per scopi bellici: infatti durante la seconda guerra mondiale si aveva il bisogno di teleguidare a distanze anche di migliaia di kilometri missili e bombe che dovevano colpire un obiettivo ben definito.

Prima dell’avvento dei computer i più ingegnosi a cercare modi per riuscirci furono tedeschi, americani e giapponesi i quali cercarono di far pilotare missili e bombe da piccioni, gatti e altri animali inseriti al loro interno, sfruttando apposite imbracature e il loro istinto. Il tutto si rivelò tuttavia un grosso flop a causa della volontà animale non sempre prevedibile e all’accelerazione dovuta alla caduta libera, la quale faceva loro perdere i sensi.

Si capì quindi che la natura era piuttosto inaffidabile in questo campo e si ricercò per tantissimo tempo un buon modo per teleguidare, decifrare codici e fare calcoli complessi.

Il risultato migliore fu senza dubbio il primo enorme calcolatore: l’ENIAC.

Questa è una macchina straordinaria e dalle dimensioni enormi (occupava 180 m²) a causa dell’utilizzo delle valvole termoioniche, in pratica quelle che un anno dopo vennero sostituite dai diodi transistor, i principali componenti dei computer odierni.

L’ENIAC (Electronic Numerical Integrator and Computer) nacque nel 1946 allo scopo di fare calcoli balistici molto complessi ed era incredibilmente potente per l’epoca (in realtà è una specie di calcolatrice scientifica odierna, ma bisogna immaginarsi lo stupore per una cosa mai vista prima). Aveva tuttavia numerosi problemi: innanzitutto la stanza in cui era posto, a causa delle valvole, poteva superare la temperatura di 50° celsius e a causa di ciò le valvole stesse si bruciavano continuamente facendo salire i costi di manutenzione.

All’epoca, per archiviare i dati si usavano schedine bucherellate secondo una specifica sequenza (i buoni vecchi 0 e 1), eravamo ancora lontanissimi dai primi personal computer (pc). Essi furono sviluppati verso gli anni ’70 e ne è un esempio la Programma 101 delle industrie Olivetti, un pc pensato e sviluppato interamente in Italia il quale era un calcolatore da casa con dimensioni piuttosto ridotte e che salvava i dati in apposite schedine magnetiche.

Spero che l’articolo vi sia piaciuto!

Antonio Del Cogliano

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