Riccardo III

Dall’8 al 12 gennaio è andata in scena al teatro Morlacchi la tragedia shakespeariana “Riccardo III”, diretta e interpretata da Alessandro Gassmann.
Il Riccardo III è una drammatizzazione degli eventi verificatisi durante la guerra tra i Lancaster e i Tudor nell’Inghilterra del ‘400 e racconta l’ascesa al trono del perfido duca di Gloucester.

La messa in scena di Gassmann risulta moderna grazie ad una scelta lessicale che lo stesso regista definisce “diretta e priva di filtri, che libera l’opera da ragnatele linguistiche e ne restituisce tutta la complessità, la forza, la bellezza e la sua straordinaria attualità”. Il lessico è infatti scarno, crudo e a tratti grottesco, ma riesce comunque a trasmettere la solennità del testo originale. Inoltre Gassmann sceglie di allestire lo spettacolo, come accade spesso oggi, inserendo elementi scenici e costumi di epoche diverse in un background elisabettiano. In questo modo il personaggio di Riccardo III diventa emblema universale dell’inconscio oscuro dell’animo umano: la sua avidità, la cattiveria e la sete di potere che lo caratterizzano appartengono all’uomo di ogni tempo.
Il Riccardo III di Shakespeare, brutto, gobbo e deforme, oltre che cattivo, si trasforma, grazie all’interpretazione e alla presenza fisica di Alessandro Gassmann, in un gigante di oltre due metri che domina la scena, esaltando nelle dimensioni sgraziate la malvagità del personaggio. Una attenzione particolare merita la costruzione del personaggio del fedele assassino del protagonista: si presenta posato, ordinato, pacato, rovesciando lo stereotipo del trucido dei lavori sporchi; sembra che richieda alle sue vittime di assecondare con dignità la sorte loro la sorte loro toccata e che ripeta gesti abituati ed indifferenti alla quotidianità del male…
Originale e suggestiva risulta la scenografia, resa quasi cinematografica grazie a giochi di luce e forti suoni e rumori. La foresta, la neve e gli ambienti interni si materializzano quasi per magia proiettati su pannelli e velami posti a varie profondità. L’allestimento scenico e il trucco pallido degli attori contribuisce a creare un’atmosfera gotica e surreale tipica dei film di Tim Burton, al quale Alessandro Gassmann si è ispirato.
Gassmann, attore e regista, imponente e accattivante realizza una rappresentazione classica, ma anche moderna, grottesca ma anche di assoluta tragicità, che connota la brama di potere di ogni epoca.

Costanza Grignani

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