Shadows and Dust – Capitolo 1

Apro gli occhi, interrompendo il mio incubo. Guardo l’ora: sono ancora le cinque del mattino. Resto a fissare il soffitto per qualche minuto, ancora con il fiatone per la visione apocalittica che ho avuto nel sonno. È stato qualcosa di seriamente spaventoso, mai avuti sogni simili. Le lezioni inizieranno fra tre ore e mezza, direi che ho tempo. Forse è meglio ripassare per Economia Malvagia. Io ed i calcoli non andiamo molto d’accordo e potrebbero interrogarmi, nonostante la scuola sia iniziata da poco. Per fortuna al test di Determinazione Malvagia ho preso il punteggio massimo ed al tema di Creatività ho ottenuto un voto più che buono.

Mi sembra di esser partita col piede giusto! Decido di alzarmi ed andarmi a fare una doccia. Mentre l’acqua mi scorre addosso ripenso a quelle immagini spaventose. Finito di lavarmi, inizio ad asciugarmi i capelli. Mi guardo allo specchio ed osservo le piccole efelidi sparse sulle mie gote e sul mio naso. I miei occhi verdi indagatori si soffermano sulla mia chioma rosso carminio, che sotto il getto di aria calda si dispone formando boccoli sulle punte. Siccome mi sono svegliata così presto ed è passata solo mezz’ora, ho il tempo di truccarmi: matita, mascara e ombretto, rigorosamente neri. Sembra strano, ma per farlo con precisione ci metto circa venti minuti. In ogni caso, ho comunque due ore e più davanti. Quando il mio volto è pronto, o perlomeno quando io credo che lo sia, mi metto la “fantastica” divisa della mia scuola: gonna scozzese color rame, come felpa e cravatta, ed una camicia bianca, su cui, all’incirca dov’è posizionato il cuore, è cucito lo stemma della scuola. Decido di ripassare in biblioteca, quindi preparo la borsa e mi avvio. I nostri dormitori, sia maschili che femminili, sono nei sotterranei, quindi devo farmi quattro piani di gradinate per trovarmi di fronte alla porta della biblioteca. Appena entro, la bibliotecaria, sorpresa di vedermi, dalla sua scrivania mi chiede cosa sono venuta a fare.
<<Devo ripassare.>> le rispondo.
<<Nominativo?>>
<<Alexis Grant, terzo anno.>> Annuisce e mi porta ad un tavolo. Nel frattempo, passiamo davanti alla sezione proibita. È da quando sono qui che me lo chiedo: ma cosa ci sarà di così tanto importante da proibirne la conoscenza agli studenti e, visto che è l’ unica biblioteca del paese, all’ intera comunità di Suburbia?
<<Che materie devi ripassare?> mi chiede, interrompendo le mie domande.
<<Economia Malvagia e Storia.>> La donna mi porta qualche manuale sulle due materie, casomai avessi bisogno di approfondire, e se ne va via strascicando i piedi. Prendo libri e quaderni dalla borsa ed inizio Economia. Mi consolo con il fatto che dopo la prima ora di lezione passeranno altri tre giorni prima che rientri in quell’aula. Dopo tre quarti d’ora decido di dedicarmi a Storia. Gli anni precedenti era come studiare Mitologia, che quest’anno è diventata Letteratura. Poi da quest’anno abbiamo iniziato a studiare tutti i re vissuti realmente. Che poi non sono mica così tanti! Suburbia è l’unica città-stato esistente su questo pianeta; e nell’Universo, all’infuori di Solaria, il nostro mondo, la Luna ed il Sole non esiste nessuno. Dalla fondazione del regno, la dinastia reale è stata quella dei Woolridge, iniziata con re William, proseguita con Nestor, Ector, poi la prima regina governante Samantha, seguita però da altri re: Lionel, Axel ed Eyefish, di cui non si sa il vero nome. Adesso regnano i discendenti di Eyefish: Friederich e la moglie Cassie, con i due figli gemelli Roxy e Charlize. Si mormora in giro che la loro generazione userà come governo la tetrarchia, siccome non ci sono preferenze tra i due, ed i loro rispettivi futuri coniugi. Grazie a Lionel, infatti, le donne hanno acquistato gli stessi diritti degli uomini e sono libere di istruirsi e fare il mestiere che più preferiscono. La nostra città è ricca di strutture, non per nulla quello di Axel è considerato il periodo d’oro, che ci ha portati alle scoperte odierne e ci permette una nuova e migliore vita rispetto a quella dei nostri antenati. Tra riflessioni e lettura si sono fatte le otto. Decido di scendere nella Sala di Ritrovo a fare colazione con gli altri del mio anno.

 

Selena Mariano

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