Non solo scuola

Quest’anno il compito di scrivere sulla prima pagina del Saggiatore tocca a me, e dopo due anni passati nella redazione di questo giornalino non vi saprei descrivere nemmeno lontanamente l’emozione che provo in questo momento, mentre già conto e riconto le righe del mio primo editoriale.

Se ripenso a cinque anni fa, all’inizio del mio primo anno di liceo, mi ricordo lo smarrimento in questa scuola nuova tanto grande, tanto complessa, per me che non avevo la minima idea di come potermi inserire nella sua vita quotidiana. E invece, poco alla volta, un passo dopo l’altro, ho scoperto che la nostra scuola non è così lontana da noi studenti come a volte può sembrare, anzi il contrario. In tutto questo tempo trascorso al Galilei ho conosciuto studenti come me che hanno saputo organizzarsi e sono riusciti a far ascoltare le loro idee innovative, ho fatto esperienza di come tanti problemi che sembrano irrisolvibili, si possano superare solo collaborando tutti insieme. Non ho visto solo dei professori fare lezione, ma spesso insegnare come potrebbero fare con i loro figli e accompagnare dei ragazzi alla maturità nel senso letterale, e non “a fare gli esami”, se mi permettere la connotazione retorica.
Un anno dopo l’altro passato tra i banchi di scuola, sono nati e si sono moltiplicati tantissimi progetti e attività di noi studenti: Il Saggiatore – che in realtà era nato già nel 1999 per poi essere resuscitato dal 2008 -, il coro, i teatri in italiano e in lingua straniera, le Olimpiadi della Matematica, il Latine Ludere, sono solo gli esempi più semplici che vengono in mente di come tutto ciò con cui veniamo a contatto durante le interminabili ore della mattinata possa cambiare la nostra personalità, finché non ci ritroviamo cambiati e cresciuti senza che nemmeno ce ne accorgiamo. E non mi sembra cosa da poco. Perché io stesso mi sono reso conto solo ora, quasi alla fine dei miei cinque anni qui, di come ogni attività extrascolastica sia stata una prova, come un palcoscenico, per confrontarsi con persone diverse di fronte a tante sfide e a tante cose, che non sempre riescono bene ovviamente, ma a volte sì e danno grandi soddisfazioni. Di cose che vorrei fossero andate diversamente in tutto questo tempo ce ne sono state comunque, ma chi non ha mai sbattuto la testa sul banco pensando «ma perché ieri non ho studiato di più?» «perché le cose sono dovute andare così?». La verità è che le cose sembrano molto più semplici dopo che le superiamo, ma mentre le viviamo sulla nostra pelle è diverso. Bisogna scegliere però: sopportare passivamente ciò che ci turbina attorno o tuffarci in mezzo e partecipare? Le possibilità di esprimerci non ci mancano, non più, e visto il momento che la nostra società sta attraversando non ve lo consiglio proprio di restare passivi. E mi rivolgo tanto ai più giovani quanto ai più anziani, magari anche a chi è già uscito dal liceo – ma che scommetto in molte cose che ho scritto comunque si rispecchia – e vi dico che ovunque voi siate, a casa, a scuola, fuori con gli amici, al lavoro (professori, professoresse, tutti coloro che lavorano nella scuola, ex studenti, genitori, chiunque voi siate) incontrerete inevitabilmente un problema – di sicuro lo saprete meglio di me riguardo alla vostra vita – ma non datevi mai per vinti! Nessuno è solo, troverete sempre qualcuno che stia al vostro fianco se lo cercate… e insieme riuscirete a farvi ascoltare! spesso non sarà la cosa più facile da fare, ma di sicuro è la scelta più giusta e forte. Almeno a chi è qui al liceo ripeto i mezzi non mancano, questo giornalino in primis non è solo lo svago degli studenti e un passatempo quanto uno loro spazio sempre aperto alle idee, al confronto e al bisogno di attenzione e di informazione verso il mondo intero.
Alla prima riunione della nostra redazione di quest’anno, un mese fa, ho visto tanti ragazzi e ragazze con la voglia di partecipare e di scrivere di loro pugno di quello che gli piace e non sarei potuto essere più felice nel vedere la loro voglia di partecipare, a partire dai più piccoli. Ma scrivere non vi sembra abbastanza? Allora alzate la voce e dite la vostra in assemblea: abbiamo un collettivo studentesco che non tutte le scuole di Perugia possono vantare e che ha fatto tanto fin dal primo anno in cui è stato costituito.
Vi lascio alle prossime pagine e vi auguro buona fortuna per i prossimi mesi di scuola, sperando che passandoli insieme sembrino meno lunghi e faticosi e un po’ più belli. Ciao a tutti!

Dario Bovini

Ho molte passioni tra le tante spicca la lettura, faccio parte della redazione de IISaggiatore e quando scrivo, in quello che scrivo, ci metto sempre l'anima.

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